Medjugorje 2016-03 Il Peccato

IL PECCATO
Catechesi di padre Aurelio D’Intino

Trascrizione Audio

“Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a esseri spirituali, ma carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non cibo solido, perché non ne eravate ancora capaci. E neanche ora lo siete, perché siete ancora carnali. Dal momento che vi sono tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera umana?”. 1Cor 3, 1-3
Mamma mia… mi sa che questa è proprio per noi!!! Quindi vogliamo crescere un po’? Chi è che vuole crescere un po’ alzi la mano! Allora lo vogliamo lasciare il latte? Voi pensate che l’essere umano è l’unico animale che beve il latte da grande, e gli fa anche male. Noi siamo così perché vogliamo rimanere sempre bambini, ma abbiamo capito male il bambino che intendeva Gesù. Noi vogliamo rimanere bambini a livello umano, ma a livello spirituale non vogliamo crescere. A livello spirituale dobbiamo crescere invece. Dobbiamo rimanere bambini nelle intenzioni, nel modo di agire. Quindi cerchiamo di vivere la nostra vita come cristiani e di saper crescere.
La catechesi di oggi è proprio sul peccato. Quando l’uomo è stato creato da Dio è stato creato per amore, è stato creato perché Dio voleva riversare questo amore su qualcuno che gli somigliasse e che lo contraccambiasse. Naturalmente Dio non pretende di essere contraccambiato, ma se c’è amore c’è anche bisogno che questo sia condiviso, sia ricambiato: io dono, ma c’è bisogno di qualcuno che accolga il mio amore; io accolgo, ma non posso tener questo amore solo per me, ho bisogno di donarlo, altrimenti quello non è più amore, diventa egoismo. Il problema dell’uomo è che purtroppo nella vita ha anche un nemico, e questo nemico, non ci dobbiamo vergognare a chiamarlo per nome, si chiama Satana. Sapete che cosa significa Satana o Diavolo? Colui che si mette di traverso, colui che si mette d’impedimento, che non ti lascia passare dall’altra parte. Una volta, in una chiesa, feci un esempio: presi una panca e la misi in mezzo, poi dissi ai presenti: “Passate da questa parte!”, e dovevano faticare un bel po’, perché o dovevano scavalcare la panca, oppure dovevano trovare un’altra via per venire di là. Quindi ti è di ostacolo, non ti impedisce totalmente di arrivare verso, perché altrimenti sarebbe troppo evidente, ma è subdola come cosa, si mette d’ostacolo. Il nemico ti dice: “Ma ci sono anche altre vie!!!”. Poi però se percorri quelle vie ti puoi allontanare dalla meta, e questo diventa il peccato: il peccato diventa l’allontanamento dalla meta che per noi è Dio. Quando Dio fa parte della nostra vita, è il centro della nostra vita, nel momento in cui ci allontaniamo da questo centro, ci decentriamo, non riusciamo a concentrarci, diventa tutto una negazione: fuori dal centro, fuori dalle amicizie, fuori dalle compagnie. Il peccato appesantisce la mia vita, il peccato non mi rende libero, il peccato non mi fa essere come dovrei essere, come vorrei essere, il peccato mi fa diventare una persona diversa da quella che dovrei essere, non mi fa essere me stesso. Anche se in quel momento, a livello tangibile, non mi rendo conto, pian piano mi accorgo che il peccato mi sta portando via, via da quella che è la vera vita, la vita in Dio, la vita in Colui che mi ha creato. L’uomo non può fare a meno di Dio. Anche l’ateo, che dice di essere ateo, non può fare a meno di Dio. Perché? Perché è come un bambino che si allontana totalmente dalla mamma e che prima o poi muore se non viene aiutato a crescere. Però se il bambino va via dalla mamma c’è la possibilità che lo prenda qualcun altro e non lo aiuti a crescere in modo sereno, in modo giusto, in modo vero, in modo naturale. Magari lo aiuta a crescere in modo sbagliato. E il demonio fa proprio questo: ci vuole allontanare dalla nostra Mamma-Dio per crescerci lui secondo la sua volontà. E questa si chiama l’azione ordinaria del demonio. Il peccato è l’azione ordinaria del demonio.
Alzi la mano chi ha paura della possessione demoniaca! Chi ha paura delle ossessioni demoniache? Chi ha paura delle vessazioni demoniache? Sapete che cosa sono le ossessioni e le vessazioni? Le vessazioni sono attacchi più a livello fisico, le possessioni sono più a livello mentale o spirituale. Chi è che ha paura delle tentazioni? Allora, vi dico una cosa: di quest’ultima bisogna aver paura più delle altre. Delle altre non bisogna aver paura. Delle ossessioni, delle vessazioni, delle possessioni non bisogna aver paura. Perché? Perché delle tentazioni a volte abbiamo paura, ma dalle tentazioni molte volte ci facciamo prendere, tanto che le facciamo diventare peccato. La tentazione non è soltanto tentazione carnale, quella più evidente, tentazione può essere anche l’avere nel cuore di parlare male di un fratello, di una sorella, l’invidia può essere una tentazione. Però se rimane tentazione, e la trasformiamo in preghiera, magari ci aiuta. Se poi diventa peccato non è più tentazione. Che cos’è? È peccato!!! La tentazione diventa peccato. La possessione, l’ossessione, la vessazione sono degli interventi straordinari del demonio. La parola straordinario già ci fa capire che non è ordinario, non capita tutti i giorni, anche se purtroppo le ossessioni stanno diventando ordinarie. Ma soprattutto le possessioni e le vessazioni a livello fisico, a livello di malattie che non sono naturalmente spiegabili e via dicendo, il demonio le usa non per farci cadere in un certo peccato, ma per farci stare male in modo che diciamo una cosa che diciamo sempre: “Ma io che ho fatto di male? Sono stato sempre buono, sono stato sempre bravo, vado sempre a pregare, vado sempre a Messa…ma perché il Signore mi manda questo???”. Quante volte lo diciamo!!! Perché il Signore mi manda questo? Questo è lo scopo del demonio: quando non riesce a farci cadere nel peccato usa uno stratagemma straordinario per attaccarci. Ma badate bene… non è soltanto questo! Un altro stratagemma è quello di metterci in mente che siccome non troviamo risposte in Dio, dobbiamo cercare altre vie per trovare risposte: che possa essere lo spiritismo, che possa essere la magia, che possa essere la cartomanzia, che possa essere la lettura delle mani, la chiaroveggenza eccetera eccetera. Che ci possano essere tante altre vie: che possa essere il reiki, lo yoga, che possano essere tante altre cose purché non sia Dio, per far diventare quella cosa dio e allontanarci da Dio. Questi sono interventi straordinari, però così straordinari che nella vita di chi li sceglie diventano ordinari, così tanto ordinari che si confondono con la verità. Il peccato confonde il vero con il falso, il peccato confonde la tua vita rendendola falsa piuttosto che vera. Chi vive nel peccato difficilmente lo ammette; chi vive nella verità vuole testimoniare la verità, tant’è vero che molte cose false si fanno di nascosto, si fanno al buio, nelle tenebre, mentre le cose buone si fanno alla luce di Dio. Però anche qua sta intervenendo il demonio. Non so se avete saputo che volevano fare una messa nera pubblica e l’hanno fatta! È uscita un flop grazie a Dio, ma l’hanno fatta!!! Quindi stiamo attenti perché il demonio sta entrando anche nelle cose della luce per farle diventare cose delle tenebre. Perché la luce diventi tenebre basta spegnerla, perché una stanza da luminosa diventi buia basta spegnere la luce. E per spegnere la luce tu devi andare sull’interruttore della luce. E il demonio sta facendo questo. Il peccato sta entrando anche nelle cose straordinarie, negli interventi straordinari del demonio, e sta diventando tutto ordinario, a partire dalla cosa più evidente, la sessualità vissuta in modo sregolato, e poi dal potere, dal voler possedere, dal voler possedere tanto che non ci interessa chi andiamo a calpestare, e se qualcuno si ribella ci rimette le penne. Ma molte volte per far venire fuori la verità bisogna fare azioni eclatanti e a volte rimetterci anche la vita. Non dico sempre in questo modo, però tante volte noi ci rinchiudiamo perché il peccato ci appesantisce, e appesantendo la nostra vita non ci permette di camminare. E rimanendo fermi non cresciamo. Tant’è vero che anche a livello umano, a livello psicologico, l’età della maturità si sta allungando sempre di più: a trent’anni si è ancora adolescenti o quasi.
Se noi vediamo solo il negativo di tutto quello che ci circonda è indice che qualcosa in noi non va. Ci rendiamo conto che noi riusciamo a vedere soltanto il negativo di ciò che ci circonda? Noi guardiamo sempre e soltanto il negativo delle cose, non riusciamo a guardare il positivo. Se una persona mi chiede una cosa che a me non va bene, non devo pensare che quella persona mi ha voluto per forza mettere in difficoltà. Magari mi ha chiesto una cosa, me l’ha chiesta in quel modo, ma in cuor suo magari voleva fare qualcosa di bello. È uscito male perché non sono i modi che a me piacciono. Allora che cos’è sbagliato? Il modo in cui me l’ha detto o come io lo percepisco? Possono essere tutte e due, ma se io riesco a vedere positivamente la situazione mi accorgo che quella persona mi ha dato qualcosa che posso sfruttare, e se la sfrutto mi salvo, perché non faccio entrare il buio nella mia vita, ma rimane la luce. Il peccato molte volte dobbiamo saperlo vedere in maniera positiva. Mi spiego: se io ho peccato devo cercare di fare uscire il positivo da quella cosa negativa, altrimenti rimango inchiodato lì. Qual è la cosa positiva? Che quel peccato mi fa capire che io sono debole ed ho bisogno di qualcuno di più grande di me che mi possa aiutare. Questa è la cosa positiva!!! Saper vedere il positivo tirandolo fuori dal negativo. Non perché il negativo è positivo. Prendiamo l’esempio dell’adultera: Gesù non le dice che non ha sbagliato, ma le fa vedere che da quell’errore lei si può risollevare, le fa trovare la strada per andare verso la santità. “Vai e non peccare più”. Non dice “mai più”, ma dice “non peccare più”, le mette comunque un limite, non è che non glielo mette. Poi il Signore sa che noi siamo deboli e potremo peccare, ma quel “non peccare più” si riferisce proprio a quel peccato preciso. “Vai, non peccare più”, quindi “vai, sei comunque perdonata, puoi andare, sei risollevata”. Il peccato ha fatto sì che la tua vita riprendesse vita, ma non perché il peccato è buono, ma perché tu adesso ti sei accorta di quanto sei misera. Ma il Signore ti fa rialzare. Ci sono alcune immagini bellissime di questa adultera stesa per terra e Gesù quasi che la rialza. È questo: se io mi rendo conto di stare a terra ho bisogno di qualcuno che mi rialzi. Il positivo è in questo, nel capire che ho bisogno dell’altro, ho bisogno degli altri. Il peccato, “felix culpa”, felice colpa, frase di sant’Agostino, ma non perché la colpa è felice, ma perché ci ha acquistato la salvezza. “Dove abbonda il peccato sovrabbonda la grazia”, san Paolo. Quindi dobbiamo saper vedere il positivo delle cose. Ma per fare questo dobbiamo cambiare ottica, dobbiamo non guardare più a livello umano le cose. Noi guardiamo le cose solo a livello umano, e lo dico a tutti, compreso me, perché mi sono stufato di sentire le lamentele, basta!!! “Eh ma quello m’ha fatto così, quello ma fatto cosà” …basta!!! E tu come fai? Tu cosa fai per migliorare? Il peccato sta lì, non sta in quello che ti ha fatto l’altro, sta in quello che stai facendo tu adesso, quello è il peccato, quello è il peccato!!! È lì che tu stai sbagliando ed è questo l’inganno del demonio!!! La cosa deve far paura, perché lì sta il peccato, non sta in quello che ha fatto l’altro, ma in quello che stai facendo tu adesso. La verità deve venire fuori, non deve venire fuori la tua verità, ma la verità deve venire fuori. E la verità non è quello che tu pensi, la verità è Gesù Cristo! Gesù Cristo ha perdonato, tu cosa fai? Giudichi, invidi, mormori, hai gelosie nel cuore, ti spacci per il perfetto o la perfetta ma non lo sei. Quindi dobbiamo stare attenti perché il peccato è proprio sottile, si insinua, ed io non gli debbo lasciare spazio. Se vedo che sto pensando male di una persona devo dire subito: “Signore togli da me questo giudizio”. “Eh, però, è vero che sto pensando male, che il giudizio non è giusto, però quella persona è veramente così, m’ha fatto veramente questo, e quindi il giudizio che sto facendo è giusto”. No! Può essere giusto, ma non è giusto quello che stai facendo tu, giudicare!
Un’altra cosa che ci fa arrivare a peccare è il nostro modo di essere. Cosa facciamo noi tante volte? Noi ci aspettiamo dagli altri che facciano quello che noi vorremmo che facessero. Abbiamo delle aspettative verso gli altri, e se non sono come dico io mi incavolo. Perché non è come dico io. Questo è peccato ragazzi! Il peccato non è soltanto qualcosa di tanto evidente: quella fa la prostituta, è peccato! Certo che è peccato, ma è peccato anche il tuo giudizio! Quello non lo dici che è peccato? Perché? È vero che la Maddalena è una prostituta, e tu che la stai giudicando? Chi sei tu più di lei? Scagli la prima pietra! Che cosa hanno fatto quelli che accusavano l’adultera e volevano lapidarla? Hanno pensato: “Meglio che me ne vado, se no prendono a pietrate anche a me”. Tutti quanti hanno posato la pietra, perché se uno di loro scagliava la pietra anche gli altri la scagliavano addosso a lui: “Tu hai scagliato la pietra? E tu chi sei più di lei per giudicare? Allora anch’io ti scaglio la pietra, perché pure il giudicare è peccato”. Chi è l’unico giudice della nostra vita? Dio!!! E perché? Come giudica Dio? Con misericordia! Questa è un’altra cosa che il demonio non ci fa capire. Non ci fa capire che Dio è giudice misericordioso. Ci vuol fare intendere che Dio è soltanto giudice. Giudica e basta: “Tu sei degno dell’inferno, vai all’inferno! Tu sei degno del paradiso, vai in paradiso!” . No, Dio non fa questo, Dio è giudice misericordioso. Fa sorgere il sole sui bravi e sui cattivi, fa piovere sui buoni e sui meno buoni. Dio è giusto, e secondo la sua giustizia e la sua misericordia tu sarai giudicato. La misericordia Dio la sta già mettendo in atto. Se tu l’accogli ti sei già inserito nel giudizio positivo, se accogli la misericordia. Già il fatto che Dio sta usando misericordia significa che ti reputa bisognoso di misericordia. Perché l’uomo in sé non è il peccatore, ma pecca. Il peccatore significa che Dio lo ha fatto peccatore? No, Dio non ci ha fatto peccatori, Dio ci ha creato senza peccato; noi siamo voluti entrare a contatto con il peccato per la nostra libertà. Cosa sacrosanta che Dio ha fatto con l’uomo è quella di avergli lasciato la libertà. Ma libertà non significa “fai ciò che vuoi”, ma “scegli”: tu stai davanti ad una strada, scegli la strada giusta. Il peccato non ti fa scegliere la strada giusta,ma te la confonde e ti dice: “Vedi che questa strada è più dritta? Vai su questa: è tutta pianeggiante, l’asfalto è bello liscio”. E poi “buum”, fai il botto! “Eh ma andavi troppo veloce”. “Eh ma tu mi hai detto di andare su questa che è bella dritta, se è dritta posso andare pure veloce”. “Eh ma non t’ho detto mica io di andare veloce” … Il peccato è subdolo…è subdolo il peccato!!!
Per concludere, del peccato dobbiamo avere paura, ma non quella paura che ci costringe a non muoverci. Molte volte quando noi abbiamo paura non ci muoviamo. Del peccato dobbiamo avere paura, ma dobbiamo avere anche una certezza: che il peccato non fa parte di noi. Questa dev’essere una certezza. Altrimenti non possiamo ricorrere a Dio. Lo sapete perché? Perché se il peccato fa parte di noi vuol dire che Dio ci ha creato così, quindi non può intervenire in quella cosa. Invece Dio interviene sulla nostra natura, preservando la nostra natura, che è quella di essere umano… e anche divino, ricordiamocelo. Perché noi deriviamo da Lui, quindi la nostra natura è umana, ma siamo anche per parte natura divina, lo dico così giusto per capirci (se mi sente qualche professore di teologia forse mette in dubbio quello che sto dicendo, ma lo dico così giusto per capirci). Noi Facciamo parte di Dio, siamo parte di Lui, e come figli suoi dobbiamo puntare a questa figliolanza, dobbiamo puntare ad essere come Lui ci vuole. Il peccato viene a nascondere questo nostro aspetto, ed è quindi qualcosa che si aggiunge, non è qualcosa che ci appartiene. Ecco perché il peccato si può togliere, perché non ci appartiene. Anche la malattia si può togliere, però la malattia in un certo senso ci può anche appartenere, perché fa parte della nostra natura umana. Possiamo pregare perché venga tolta, ma il togliere la malattia non significa che vivremo per sempre su questa terra; il togliere il peccato significa che vivremo in eterno. Se io non tolgo il peccato muoio in eterno; se io lascio al Signore togliere il mio peccato vivo in eterno. Allora che il Signore ci aiuti ad essere vigilanti. Adesso non è che dobbiamo vivere con l’ansia, pensando “questo non lo posso fare, quest’altro non lo posso fare…”, ma viviamo tranquilli, nel senso che peccheremo sempre. Tuttavia, stiamo attenti a non giustifichiamo il peccato, questo non lo dobbiamo fare, non dobbiamo giustificare il peccato altrimenti diventa opera di satana. Giustifichiamo gli altri, magari riuscissimo a giustificare, ma neanche tanto giustificare, ma perdoniamo gli altri. Poi dobbiamo saper anche perdonare noi stessi. Il peccato se lo commettiamo poi ci deve portare a perdonarci e a cercare il perdono. Ed ecco l’importanza della confessione.

Vi lascio delle riflessioni che devono portare a interrogarci:
Perché non viviamo la vita di Dio? Perché tutti… Romani 3,23
Che cosa succede a chi vuole salvare la propria vita da solo? Matteo 16, 25
Da dove ha origine il male del mondo? Matteo 13, 24-30
Chiunque commette il peccato è… Giovanni 8, 34
Mettete in evidenza le differenze fra la preghiera del fariseo e quella del pubblicano, senza cadere in giudizio. Lc 18, 9-14
L’uomo può salvarsi da solo. Vero o falso?
L’egoista fa soffrire perché soffre. Vero o falso?
Il peccato provoca pesantezza, vuoto, tristezza. Vero o falso?
Il peccato fa felice l’uomo. Vero o falso?
Colui che pecca fa male solo a sé stesso. Vero o falso?

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